Covid-19, ministro Speranza firma nuove Ordinanze per ridurre la diffusione del contagio

Covid-19, ministro Speranza firma nuove Ordinanze per ridurre la diffusione del contagio (2)

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entreranno in vigore a partire da lunedì 12 aprile

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia del 9 aprile 2021, ha firmato nuove Ordinanze che entreranno in vigore a partire da lunedì 12 aprile prossimo.

La prima Ordinanza dispone il passaggio in area rossa per la Regione Sardegna.

La seconda Ordinanza dispone il passaggio in area arancione per le Regioni Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Toscana.

I provvedimenti fanno salve eventuali misure più restrittive già adottate sui territori.

Inoltre, per effetto del Decreto Legge del 1 aprile 2021, alle Regioni in zona gialla si applicano fino al 30 aprile le stesse misure della zona arancione

Complessivamente, quindi, la ripartizione delle Regioni e Province Autonome, rispetto alle misure di contenimento, a partire dal 12 aprile 2021 è la seguente:

  • area rossa: Campania, Puglia, Sardegna, Val d'Aosta 
  • area arancione: tutte le altre   
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COME VERIFICARE SE UN CERTIFICATO E' AUTENTICO?

Le mascherine chirurgiche, per legge, sono classificate come dispositivi medici. In questa categoria rientrano vari prodotti utilizzati a scopo medico-sanitario, tra cui ad esempio gli occhiali da vista, le sedie a rotelle oppure le valvole cardiache artificiali. In quanto dispositivo medico, le mascherine chirurgiche devono assicurare non solo il rispetto della normativa generale dei dispositivi medici (Dir. 93/42/CEE) ma anche soddisfare i requisiti imposti dalla norma tecnica EN 14683, che ne delinea le prestazioni minime in termini di efficacia filtrante e respirabilità.

Non si tratta di aspetti formali: il rispetto di quanto stabilito dalla normativa ci aiuta a riconoscere una vera mascherina chirurgica.

 

In quanto dispositivo medico, il fabbricante certifica al ministero della Salute che la sua mascherina assicura una elevata capacità filtrante e un’ottima respirabilità, che invece mascherine che non si qualificano come dispositivo medico non possono garantire.

 

Sulla confezione, per legge, devono essere presenti alcune informazioni.
  • Dispositivo medico. La prima è proprio l’indicazione che il prodotto è un dispositivo medico (a volte indicato anche come DM). Nello specifico, le mascherine chirurgiche sono dispositivi medici di classe 1. Quando infatti una mascherina non è un DM, come nel caso delle mascherine di comunità (cioè le mascherine di stoffa vendute ai cittadini), allora deve riportare chiaramente che non si tratta né di un dispositivo medico (indicato anche come DM) né di un dispositivo di protezione individuale (indicato anche come DPI).
  • Codice EN 14683. Insieme alla chiara indicazione delle classificazione come dispositivo medico, se la mascherina è una vera mascherina chirurgica, la confezione riporta solitamente anche un codice, EN 14683. Questo è il riferimento alla norma tecnica da rispettare obbligatoriamente, perché stabilisce i requisiti minimi di capacità filtrante e respirabilità delle mascherine ad uso medico.
  • Marchio CE. Il riferimento alla norma compare di solito vicino al marchio CE, che viene apposto sul prodotto a garanzia del rispetto delle norme vigenti. Attenzione: il marchio CE, per legge, deve avere proporzioni precise. Se il marchio è diverso da quanto stabilito dalla legge e ha proporzioni differenti, allora è possibile che sia contraffatto e il prodotto non assicura il rispetto degli standard di sicurezza imposti dalle normative europee.

Le maschere filtranti facciali, per intenderci le FFP2 ed FFP3 o N95 (l’equivalente americano delle FFP2) sono dei veri e proprio Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

Un prodotto, per essere un dispositivo di protezione individuale, deve rispettare quanto stabilito nel regolamento UE 425/2016. La norma stabilisce che le maschere filtranti come le FFP2 e FFP3 sono DPI appartenenti alla categoria III di rischio: ciò significa che per essere messe in commercio, i produttori devono prima passare il vaglio di un organismo notificato specializzato nella certificazione dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie. L’organismo notificato certificherà l’aderenza del prodotto ai requisiti della norma tecnica EN 149:2001 ed il produttore, potendo così dimostrare la conformità del prodotto, può apporre il marchio CE.

 

 In quanto dispositivo di protezione individuale, il fabbricante garantisce che la sua maschera filtrante abbia una elevatissima capacità filtrante nei confronti di particelle e goccioline molto piccole e un’ottima respirabilità, che invece mascherine che non si qualificano come DPI non possono garantire.

Queste prestazioni sono assicurate se il produttore ha rispettato i requisiti stabiliti nella norma tecnica EN 149:2001 + A1:2009, specifica per i filtranti facciali. Ed è per questo che sulle confezioni o sul prodotto stesso ritroviamo riportata questa indicazione, prevista dal regolamento.

Insieme al riferimento alla norma tecnica, la maschera filtrante deve riportare sulla confezione o sul prodotto il marchio CE, apposto a garanzia del rispetto delle norme vigenti. Nel caso dei DPI come le FFP2 e FFP3, il marchio CE compare accompagnato da un codice di 4 numeri, che identifica l’organismo notificato che ha certificato la conformità del prodotto alle norma europea. Questa autorizzazione è prevista dal regolamento europeo ed è una garanzia anche per noi consumatori, perché grazie al codice di 4 cifre abbiamo un ulteriore modo per valutare l’affidabilità del prodotto che abbiamo comprato (vedi prossima faq).

Attenzione: il marchio CE, per legge, deve avere proporzioni precise. Se il marchio è diverso o ha proporzioni differenti, allora è possibile che sia contraffatto e il prodotto non assicura il rispetto degli standard di sicurezza imposti dalle normative europee.

I DPI vengono valutati da un ente terzo, chiamato Organismo Notificato, che una volta valutata la corrispondenza del prodotto alle norme tecniche vigenti, ne dichiara la conformità. Da questo percorso di autorizzazione derivano due informazioni per noi utili per fare le nostre verifiche sul DPI.

  • La prima, è il codice di 4 lettere che accompagna il marchio CE e che identifica in modo inequivocabile l’ente che ha certificato l’aderenza del DPI alle norme.
  • La seconda informazione è che se il DPI si accompagna ad un “certificato”, noi possiamo fare alcune verifiche.

Gli organismi notificati sono individuati e autorizzati dalle autorità. Un elenco esaustivo di tutti gli organismi notificati è presente database NANDO della commissione europea.

Grazie all’elenco possiamo verificare se il numero che troviamo sotto il marchio CE della nostra mascherina FFP2 o FFP3 corrisponde effettivamente ad un ente autorizzato a valutare dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Una volta trovato il codice di 4 numeri nell’elenco e aperta la scheda dell’organismo notificato, si potrà verificare quali tipologie di prodotti e normative è autorizzato a certificare l’ente in questione. Nel caso delle maschere filtranti dovremo trovare proprio il riferimento ai “personal protective equipment” e al Regolamento EU 2016/425 e nello specifico, tra i prodotti valutati, il riferimento a “Equipment providing respiratory system protection”

Questa stessa verifica può essere fatta consultando un altro elenco del database Nando, che non elenca i codici degli organismi notificati, ma elenca le normative e i regolamenti di specifici prodotti. In questo caso andremo a selezionare Regulation (EU) 2016/425 Personal protective equipment e successivamente restringeremo il campo della ricerca alla sola valutazione degli “Equipment providing respiratory system protection”. A questo punto ci comparirà la lista di tutti gli organismi notificati che valutano dispositivi di protezione delle vie respiratorie, che ci tornerà utile soprattutto quando vorremo capire se l’organismo notificato o più in generale, l’ente che figura su di un certificato, sia davvero autorizzato a fare verifiche di mascherine filtranti. Se non compare in questo elenco, il certificato è quasi certamente un falso

Non solo: un certificato di conformità emesso da un organismo notificato e che accompagna un dispositivo di protezione individuale deve contenere delle informazioni obbligatorie. Se queste informazioni non sono presenti, è molto probabile che il certificato non sia autentico. Le informazioni indispensabili sono:

  • nome e codice numerico dell’organismo notificato che certifica;
  • nome e indirizzo del fabbricante o del mandatario;
  • tipologia di DPI;
  • riferimento alle norme tecniche considerate per la certificazione della conformità
  • data di rilascio.

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NEWS COVID-19

Covid-19, ministro Speranza firma nuove Ordinanze per ridurre la diffusione del contagio

Covid-19, ministro Speranza firma nuove Ordinanze per ridurre la diffusione del contagio (2)

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entreranno in vigore a partire da lunedì 12 aprile

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia del 9 aprile 2021, ha firmato nuove Ordinanze che entreranno in vigore a partire da lunedì 12 aprile prossimo.

La prima Ordinanza dispone il passaggio in area rossa per la Regione Sardegna.

La seconda Ordinanza dispone il passaggio in area arancione per le Regioni Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Toscana.

I provvedimenti fanno salve eventuali misure più restrittive già adottate sui territori.

Inoltre, per effetto del Decreto Legge del 1 aprile 2021, alle Regioni in zona gialla si applicano fino al 30 aprile le stesse misure della zona arancione

Complessivamente, quindi, la ripartizione delle Regioni e Province Autonome, rispetto alle misure di contenimento, a partire dal 12 aprile 2021 è la seguente:

  • area rossa: Campania, Puglia, Sardegna, Val d'Aosta 
  • area arancione: tutte le altre   
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Covid-19, ministro Speranza firma nuove Ordinanze per ridurre la diffusione del contagio

Covid-19, ministro Speranza firma nuove Ordinanze per ridurre la diffusione del contagio

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entreranno in vigore a partire da martedì 6 aprile prossimo

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia del 2 aprile 2021, ha firmato due nuove Ordinanze che entreranno in vigore a partire da martedì 6 aprile prossimo.

La prima Ordinanza conferma per ulteriori quindici giorni la permanenza in zona rossa per le Regioni Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia,Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta.

La seconda Ordinanza dispone il passaggio in area arancione per le Regioni Marche, Veneto e Provincia Autonoma di Trento.

I provvedimenti fanno salve eventuali misure più restrittive già adottate sui territori.

Inoltre, per effetto del Decreto Legge del 1 aprile 2021, alle Regioni in zona gialla si applicano fino al 30 aprile le stesse misure della zona arancione. 

Nei giorni 3, 4 e 5 aprile 2021, sull’intero territorio nazionale, ad eccezione delle Regioni o Province autonome i cui territori si collocano in zona bianca, per effetto Decreto Legge del 12 marzo 2021 si applicano le misure stabilite per la zona rossa.

Complessivamente, quindi, la ripartizione delle Regioni e Province Autonome, rispetto alle misure di contenimento, a partire dal 6 aprile 2021 è la seguente:

area rossa: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Val d'Aosta 
area arancione: tutte le altre  

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Ministro Speranza firma nuove Ordinanze per contenere la diffusione del virus

Il Ministro Speranza firma nuove Ordinanze per contenere la diffusione del virus

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Le nuove Ordinanze che andranno in vigore a partire da lunedì 29 Marzo.

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia del 26 marzo 2021, ha firmato nuove Ordinanze in vigore a partire da lunedì 29 marzo prossimo.

Le Ordinanze dispongono il passaggio in area rossa per le Regioni Calabria, Toscana e Val d’Aosta e rinnovano le misure per le Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento.

La Regione Lazio, invece, passa in area arancione da martedì 30 marzo a scadenza della vigente Ordinanza

I provvedimenti fanno salve eventuali misure più restrittive già adottate sui territori.

Inoltre, per effetto del Decreto Legge del 12 marzo 2021, alle Regioni in zona gialla nel periodo 15 marzo-6 aprile 2021 si applicano le stesse misure della zona arancione e, nei giorni 3, 4 e 5 aprile 2021, sull’intero territorio nazionale, ad eccezione delle Regioni o Province autonome i cui territori si collocano in zona bianca, si applicheranno le misure stabilite per la zona rossa.

Complessivamente, quindi, la ripartizione delle Regioni e Province Autonome, rispetto alle misure di contenimento, a partire dal 29 marzo 2021 è la seguente:

  • area rossa: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Puglia, Toscana, Val d'Aosta e Veneto
  • area arancione: tutte le altre (Regione Lazio dal 30 marzo)  
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Figliuolo: momento di svolta, da aprile 500mila dosi al giorno

Figliuolo: momento di svolta, da aprile 500mila dosi al giorno

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"E' il momento della svolta o perderemo tutto, gli italiani devono essere ...

"A marzo faremo riscaldamento poi dalla seconda decade di aprile ci saranno gradualmente 500 mila vaccinazioni -ha aggiunto- Alcune regioni ora arrivano a 100 150 mila, altre no: il mio compito sarà quello di portare bilanciamento anche su altre regioni e andrò di persona a vedere", ha aggiunto.  "A fine mese arriveremo a 15 milioni di dosi di vaccini, nel prossimo trimestre ne avremo 52 milioni, nel terzo 84 milioni di dosi. C'è stata una forte azione del presidente draghi sui vertici delle case farmaceutiche, al mio livello ho sentito quasi tutti gli amministratori delegati. Ad aprile inizierà ad arrivare Johnson e Johnson, un vaccino monodose, con circa 25 milioni di dosi nel secondo trimestre, che è come averne 50 milioni", ha detto Figliuolo.

"Voglio approfondire la questione delle dosi buttate. Bisogna utilizzare il buonsenso: se ci sono le classi prioritarie che possono utilizzarlo bene, altrimenti si va su classi vicine o sennò su chiunque passa va vaccinato; questo bisogna fare", ha sottolineato il commissario.

Sono 21.315 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 26.062. Le vittime sono state 264 , ieri erano state 317. Il calo risente dei quasi 100 mila tamponi in meno.

Sono 243 gli ingressi in terapia intensiva per il Covid-19 nelle ultime 24 ore in Italia. Il saldo giornaliero tra ingressi e uscite è di 100 pazienti in più, portando il totale a superare di nuovo le 3 mila unità. Sono esattamente 3.082. Il picco di ricoveri in rianimazione fu toccato il 3 aprile dello scorso anno con 4.068 pazienti in terapia intensiva. Nei reparti ordinari (pneumatologia e malattie infettive) sono invece aumentati i pazienti di 365 unità rispetto a ieri, portando il totale a 24.518.

Sono stati effettuati 273.966 tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia. Ieri i test erano stati 372.944, quasi 100 mila in più . Il tasso di positività (rapporto positivi/test) odierno è del 7,78%%, ieri era stato del 6,98%, quindi oggi in aumento di circa lo 0,8%.

Intanto, nelle ultime 24 ore in Italia sono state somministrate 180.081 dosi di vaccino, secondo i dati online del Governo. Alle 15.30 di oggi il totale delle iniezioni da inizio campagna risultano essere 6.610.347 (erano 6.430.266 alla stessa ora di ieri). I vaccinati con due dosi, compreso quindi il richiamo, sono 1.968.796, in aumento di 46.724 rispetto all'aggiornamento delle 15.30 di ieri.

"Le uniche autorità che possono prendere decisioni sulla sicurezza dei vaccini sono Aifa ed Ema e c'è piena fiducia sulla sorveglianza da loro costantemente esercitata". Lo fanno sapere fonti del ministero della Salute.

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Moderna, un vaccino contro variante sudafricana

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Moderna ha consegnato delle dosi del suo candidato vaccino, mRNA-1273.351, ...

Moderna ha consegnato delle dosi del suo candidato vaccino, mRNA-1273.351, specifico contro la variante SARS-CoV-2 identificata per la prima volta nella Repubblica Sudafricana, al National Institutes of Health (NIH) statunitense per lo studio clinico. 

 


Moderna ha annunciato ulteriori investimenti di capitale per aumentare la capacità produttiva globale del vaccino Covid-19: la capacità produttiva prevista per il 2022 è aumentata a 1,4 miliardi di dosi, ed il piano di base del 2021 è aumentato a 700 milioni di dosi e l'azienda sta lavorando per fornire fino a 1 miliardo di dosi nel 2021. Lo rende noto la stessa azienda, sottolineando che i nuovi investimenti di capitale "consentiranno una produzione aggiuntiva dell'attuale vaccino Covid-19 e garantiranno flessibilità per affrontare la produzione di potenziali richiami del vaccino contro le varianti".

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Speranza, i vaccini sono e restano l'arma per uscire da questi mesi

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Chi ha fatto già il vaccino AstraZeneca non ha ragione di essere preoccupat...

"Chi ha fatto già il vaccino AstraZeneca non ha ragione di essere preoccupato, questa è una pausa solo precauzionale. I vaccini sono e restano l'arma fondamentale con cui uscire da questi mesi difficili".

 

Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, in occasione dell'evento 'Online Talk Sanità - Strategie per la Riforma del Sistema e Vincere la Pandemia, intervistato dal direttore del Corriere della sera, Luciano Fontana. "Quando emergono fatti nuovi come ieri è giusto fermarsi per fare una verifica, questo deve aumentare fiducia dei cittadini", ha detto.

"La decisione di ieri di sospendere AstraZeneca è di natura precauzionale e la decisione è emersa dopo una valutazione dell'istituto tedesco per i vaccini. C'è stato un confronto tra i ministri della salute: ora i governi attendono il giudizio Ema per giovedì e siamo fiduciosi che possano emergere tutti gli elementi di rassicurazione per consentirci di riprendere la vaccinazione. E' giusto avere cautela", ha aggiunto il ministro della Salute. 

"L'auspicio è che già giovedì Ema ci dia risposte sufficienti per poter ripartire" con il vaccino AstraZeneca

"Chi ha fatto già il vaccino AstraZeneca non ha ragione di essere preoccupato, questa è una pausa solo precauzionale. I vaccini sono e restano l'arma fondamentale con cui uscire da questi mesi difficili". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, in occasione dell'evento 'Online Talk Sanità - Strategie per la Riforma del Sistema e Vincere la Pandemia. "Quando emergono fatti nuovi come ieri è giusto fermarsi per fare una verifica, questo deve aumentare fiducia dei cittadini", ha detto.

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